Incontri letterari

Inizia mercoledì 25 agosto un ciclo di incontri letterari, in collaborazione con Librincontro, in cui la casa editrice CartaCanta presenta i suoi autori. Gli appuntamenti, per quattro mercoledì di seguito, sono tutti alla Libreria estiva del Parco urbano Franco Agosto di Forlì alle ore 21. A dare il via al ciclo di appuntamenti sarà la storica Elena Cortesi che, affiancata da Gabriele Zelli, presenta il suo saggio "Lettere a destinazione. Lettere di forlivesi, cesenati e riminesi fermate dalla Censura durante la Seconda guerra mondiale".

La Cortesi pubblica interi brani - riportati esattamente come furono scritti - di lettere scritte dai nostri connazionali e che furono censurate o arrivate con intere parti cancellate perché contenevano notizie relative alla posizione delle truppe, o frasi che comunicavano pessimismo verso la guerra e il regime, o ancora parole di malcontento per il costo della vita, la penuria di generi alimentari e così via. Se una lettera risultava particolarmente "pericolosa" o sospetta doveva essere tolta dal corso e inviata al Servizio informazione militare se scritta da un militare, alla Divisione di polizia politica se scritta da un civile.

Grazie a un intenso lavoro di ricerca, la Cortesi descrive l'organizzazione e l'attività della Censura postale dall'entrata in guerra dell'Italia (10 giugno 1940) alla liberazione del Forlivese (9 novembre 1944). Raccontando la storia della Commissione Censoria ha voluto far riemergere dal silenzio degli archivi una parte di quelle lettere e di quei brani - di forlivesi, cesenati e riminesi - che la censura decise di non far proseguire. Così i protagonisti di allora possono ora conoscere ciò che forse non hanno mai saputo - magari scritto da chi non è tornato - o i discendenti di oggi ciò che hanno vissuto in quegli anni i loro genitori, nonni, bisnonni. E le parole stampate rimarranno a disposizione anche di coloro che vorranno leggerle in futuro.

Alcuni brani tratti dal saggio

«... qua c'è una grande miseria nel popolo civile sono privi di ogni cosa, tanto per dirti che vengono a prendere il rancio da noi, ieri venne una bambina su per giù della età di tre anni era bellina fuori maniera la vidi con il cucchiaio prendere il riso nel fondo delle gavette, mi fece tanta compassione che mi presi il pane dalle mani e glie lo regalai non so descriverti la compassione che mi fece»

«... questo agglomerato di catapecchie intorno alle quali è attendato il mio Reggimento non offre nulla. Non c'è acqua non c'è bottega per piccola che sia. La popolazione parla sloveno e ci vede come il fumo negli occhi. Tutta questa inutilità di sacrifici che facciamo senza nessuna ragione mi esaspera»

«... vengo a te con questa mia lettera per comunicarti che due romagnoli sono già entrati all'ospedale colle febbri della malaria e anch'io non sto tanto bene spero di non andarci ma se mi segue così ci sarò presto anch'io mamma... tra un mese la mia compagnia sarà tutta all'ospedale sai perché, prima cosa la mattina non ci danno più nulla da mangiare»

 

Questi brani - riportati esattamente come furono scritti - fanno parte di alcune lettere scritte da soldati forlivesi, riminesi e cesenati fermati dalla Censura durante la Seconda guerra mondiale. La prima è del soldato Amerigo Tomasi di Terra del Sole, appartenente all'11° reggimento Fanteria, divisione Casale (Grecia) e indirizzata a Rita Ronconi, sempre di Terra del Sole. La seconda è del tenente Vittorio Goidanich (riminese) del Comando 6° Bersaglieri, indirizzata alla nobildonna Maria Goidanich di Rimini. La terza è del geniere Egisto Salvetti, cesenate di Bagno di Romagna, della divisione Cuneo, Isola di Samo (Grecia) e il destinatario è Rosina Salvetti di Bagno di Romagna

L'autrice

Elena Cortesi, laureata in Storia contemporanea, è stata ricercatrice all'Università di Roma Tre. È stata direttore dell'Istituto per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea della provincia di Forlì-Cesena e responsabile della rivista "Memoria e Ricerca". Giovane e affermata ricercatrice, è divenuta un punto di riferimento nel panorama culturale romagnolo in virtù del suo impegno di divulgazione.

 

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